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Piper kerman

Piper Kerman…. tra TV e realtà.

Ecco Orange mania : la serie televisiva che ha rapito numerosi telespettatori da tutto il mondo con la storia di Piper Kerman

Il 2013 è stato il primo anno di uscita della serie, attualmente i fans aspettano l’uscita della quarta stagione prevista per l’estate 2016.

La serie, tratta dalla storia vera di Piper Kerman, é attualmente composta da tre stagioni ognuna con 13-14 episodi che si svolgono all’interno della prigione femminile di Litchfield.

Piper Kerman diventa Piper Chapman e fra storie d’amore, furti, stupri, uccisioni, fra una divisa arancione ed una beige ci si lega immediatamente ad uno o piú personaggi. Le loro storie di sottofondo non sembrano poi cosí terribili, ma dettate da un senso di giustizia rivisitato dal punto di vista della delinquente in questione.

Inizialmente si potrebbe dire che la trama risulti parecchio banale, dopotutto stiamo parlando di una ragazza che è stata condannata a 15 mesi di carcere per aver trasportato una valigetta piena di soldi per conto di uno spacciatore (il resto della storia continua in carcere). Potrebbe sembrare che il proseguire dei giorni non contenga nulla di che aldilá dell’ottenere un paio di ciabatte per la doccia o di uno spazzolino per i denti, vita quotidiana carceraria insomma. Eppure, sembra che Piper (nella vita reale Piper Kerman), si ritrovi catapultata in un nuovo mondo con la possibilitá di tornare alla realtá solo durante le visite di familiari e amici. Circondata da detenute che inizialmente considera vere e proprie delinquenti, ma che alla fine si rivelano persone come lei, capaci di essere gentili o cattive, capaci di piangere o di essere felici. Si puó solo sperare che non siano capaci quanto lei di cambiare umore ogni cinque minuti (la durata di ogni scena, in pratica).Piper
Seppur la prima stagione possa far venire dubbi sulla reale capacitá di intendere e di volere del personaggio principale Piper Chapman (alias Piper Kerman), in costante conflitto con se stessa, messa in difficoltá fra la precedente relazione con Alex Vause e l’attuale fidanzato Larry il contorno della storia ci fa avvicinare emotivamente ai personaggi della serie, molti dei quali sembrano ostili, altri psicopatici, un po’ come nel mondo reale dopotutto.
La seconda stagione da spazio ai crimini che hanno causato l’incarceramento delle detenute facendo avvicinare ulteriormente i telespettatori a trovare il loro simile nei panni di una donna dalla tuta arancione e facendo sicuramente penare coloro che si sono innamorati di Alex Vause (in questa stagione danno poca importanza alle sue comparse ipnotizzanti) e che non aspettano altro che vederla sistemarsi gli occhiali sul viso o lanciare occhiate da una parte all’altra.
La terza fa entrare in scena un nuovo personaggio, per molti una trovata pubblicitaria, per altri un motivo in piú per incollarsi allo schermo, Stella Carlin fará impazzire ancora di piú gli amanti della coppia Alex+Piper e metterá sicuramente sotto una luce ancora peggiore di quella di prima la povera Chapman, l’indecisa perenne che si abbandonerá alla creativitá con un’idea del tutto nuova, fabbricando mutande da donna e litigando con Alex.
Sará per caso questa sensazione di quotidianitá che ha appassionato cosí tante persone? Oppure è perché il target principale di telespettatori vorrebbe condividere la stanza con Alex Vause per farsi dire “come be my little spoon”?
Uno degli aspetti migliori di questa serie é questo spiccato senso di apertura mentale. Non ha importanza che due donne facciano sesso in un cubicolo senza porta o dietro un bancone nella cappella della prigione. Non ha importanza che le due donne in questione siano una ladra e un’omicida. Tutto prosegue nella normalitá, anche quando si lotta per acchiappare una gallina che potrebbe essere frutto dell’immaginazione di una detenuta, quando si nascondono sigarette dentro agli assorbenti interni o si produce alcol nel giardino del carcere, quando ci si riduce a vendere illegalmente mutande usate per racimolare qualche soldo in piú.
Si tratta di un’avventura in un’altra realtá, ne migliore ne peggiore della nostra che ha come sfondo il carcere femminile di Litchfield ed una serie di donne piú o meno colpevoli, tutte con la loro importanza, ognuna con un carattere diverso e fortemente marcato. “Il mondo è bello perché è vario”, si dice. Forse solo le ispaniche non sembrano aver smosso particolarmente gli animi dei seguaci di OITNB, ma questa pecca verrá sicuramenre compensata dalle bianche e dalle nere che animano ogni puntata con qualcosa di nuovo.

Se ho stimolato la vostra curiosità e anche voi avete voglia di conoscere Piper Kerman… ops..Chapman!
Vi consiglio di seguire la serie. Non ve ne pentirete.

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