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Medicina fai da te: non fa più 33!

Se prima la medicina fai da te poteva basarsi principalmente su esperienze precedenti e poche voci di corridoio, nell’era dei social media pensare di sapersi curare e diagnosticare una malattia sembra alla portata di tutti, possibilmente senza laurea.

L’impressione è che il web renda tutti più istruiti ed esperti, la paura è che questa diventi una convinzione diffusa. Il problema ovviamente interessa tutti i sistemi dell’informazione e della formazione. Il dilemma di base della medicina fai da te non sta, solo, nell’intraprendenza di chi con slancio olimpionico si presta ad auto-medicazioni o a fornire consigli, ma nell’interpretazione errata delle così dette bufale mediatiche che attanagliano il mondo della scienza e nello specifico il mondo della salute. Si accumulano così nell’etere cibernetico notizie fasulle, periodicamente rilanciate, che riguardano il nostro stile di vita, le nostre abitudini sanitarie, che mettono in dubbio procedure e metodi ampiamente assodati nel mondo della medicina. È quindi tempo di tutelarsi più che si può da questi episodi, e, in assoluto, il mezzo migliore resta ancora la capacità critica di approcciarsi alle informazioni. Sarà quindi fondamentale analizzare in primis la fonte di provenienza, i dati citati e chiedere un consulto tecnico prima di affidarsi ciecamente agli pseudo-dottori fallaci del web.
Le nuove tecnologie, applicazioni, sensori motori e orologi dall’intelligenza ultra smart,icone portano il consumatore verso il controllo di prestazioni fisiche e parametri fisiologici. Diventa sempre più tecnologico l’ossessivo ipocondriaco, on line definito ironicamente “l’ipocondriacodigitale”, che spesso trova conforto sia nell’auto-diagnosi sia nell’auto-terapia. Esistono tantissimi siti web che, con elementi grafici studiati e linguaggio semplice, inducono i consumatori a cedere a trattamenti, talvolta a pagamento, con pretesti risolutivi utopici.
Talvolta queste soluzioni sono estremamente banali, come arricchire la propria dieta di particolari ortaggi, nozione che qualunque nutrizionista saggio potrebbe consigliare. La verità è che assistiamo ad una controtendenza sociale e tecnologica, in cui la scienza si adopera per trovare metodi sempre più mirati e terapie sempre più efficaci, ma nei pazienti si è innescato un meccanismo di rifiuto, con il conseguente rifugio in metodiche non convenzionali.
La via migliore per ostacolare questo oltraggio alle conoscenze mediche, arduamente guadagnate dalla scienza, è probabilmente quella di diffondere una corretta informazione scientifica utilizzando gli stessi mezzi, quindi ricorrendo alle stesse caratteristiche tecniche, affinché il consumatore non si senta indotto, per facilità sistematica, a cadere in nuovi inganni, ma a ricercare esperti e informazioni fondate sul tema.
L’altro passaggio, altrettanto fondamentale, che spetta ai medici che quotidianamente affrontano il rapporto con i pazienti, è creare una solida e diffusa cultura della salute, rafforzando la fiducia negli specialisti.
In generale quindi, ciò in che dobbiamo sperare, è che dell’informazione, sia questa a sfondo medico o no, se ne faccia un uso più consapevole e tecnico, senza dimenticarci che l’utenza del web sarà sempre più vasta e trans generazionale.

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Su Valeria Lallai

Ciao, sono Valeria, Neuropsicobiologa di formazione, sono molto curiosa e per questo scriverò di tutto un po', senza mai trascurare il punto di vista scientifico, per me indispensabile per adattarsi e vivere meglio il mondo!

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