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Pier Luigi Ighina: genio incompreso del ‘900

Pier Luigi Ighina: il più grande genio incompreso del ‘900, è stato uno pseudoscienziato italiano che ha svolto studi ed esperimenti basati su teorie che condividono alcuni aspetti con quelle di Wilhelm Reich sull’orgone, considerate pseudoscienza dalla comunità scientifica.

Nato nel 1908 a Milano e morto a Imola nel 2004, Pier Luigi Ighina fu da sempre affascinato dal mondo dell’elettromagnetismo e dedicò la sua vita a realizzare invenzioni incredibili, a volte non accettate dalla scienza ufficiale poichè giudicate troppo stravaganti. Non fu mai preso molto sul serio, ma le sue scoperte ed invenzioni furono allo stesso tempo misteriose e a dir poco rivoluzionarie.

Si dice che per anni fu assistente di Guglielmo Marconi, dal quale carpì alcuni segreti sulla fisica che gli sarebbero serviti per le sue future teorie, e che addirittura Marconi avrebbe chiesto a Ighina di procedere con i suoi studi dopo la sua Morte, Poichè stava lavorando su cose molto importanti come il leggendario “raggio della morte” e stava conducendo studi sul magnetismo molto particolari. A soli 16 anni formulò una teoria: L’atomo magnetico, che lui stesso definisce “la colla della materia”. Questa scoperta sarebbe basata sul magnetismo del sole che invierebbe alla terra cariche positive a spirale e che a sua volta le rimanderebbe indietro con carica negativa, questo meccanismo con le sue pulsazioni regolerebbe tutta la vita presente sulla terra.

pier-luigi-ighina-1 A differenza di molti altri pseudoscienziati, Ighina era una persona relativamente modesta, che non cercava di affermare le sue teorie, non lamentava persecuzioni da parte del mondo accademico ottuso e retrogado. Restava nella sua casa, a costruire colorate e pittoresche macchine, e a chiacchierare amabilmente con chiunque passasse a trovarlo. E se nessuno voleva credergli, a cominciare dalla moglie che ha sempre dichiarato ai visitatori che “erano tutte sciocchezze”, peggio per loro. Le sue invenzioni servivano alle cose più disparate: far piovere o evitare la pioggia, purificare l’aria (anche da eventuali piogge radioattive), vedere gli atomi, curare malattie, produrre energia ed immagazzinarla in dischi fonografici, e naturalmente evitare i terremoti. Erano basate su spirali, che appunto si ricollegavano al moto a spirale degli atomi magnetici, e sui colori dell’arcobaleno, sempre e rigorosamente sette. Ighina infatti, non aveva molto chiaro come i colori che vediamo siano solo una piccolissima parte dello spettro elettromagnetico, e che i colori non sono un numero definito, quei colori sono stati scelti solo perché sette è un numero perfetto.

pier-luigi-ighina-2Pier Luigi Ighina realizzò una ”macchina della pioggia” che a quanto disse era in grado di controllare le condizioni atmosferiche, la macchina era formata da una grande elica rotante che aveva alla base polvere di vari metalli e alcuni magneti, non si è mai capito bene il principio di funzionamento ma era una sorta di elettrocalamita che sarebbe servita ad attirare o a mandare via le nuvole. Ci sono video e testimoni oculari del funzionamento della macchina; una scolaresca delle elementari si recò in visita in una giornata piovosa al laboratorio di Pier Luigi Ighina, lui già novantenne alla vista dei bambini decise di dare una dimostrazione del funzionamento della macchina, cosa molto rara in quanto era una persona molto schiva. Disse alla scolaresca: tra 20 minuti ci sarà il sole! Mise in funzione l’elica e sorprendentemente dopo 20 minuti, in una giornata dove non si vedeva uno spicchio di cielo si aprì un varco di bel cielo azzurro. I bambini in visita applaudirono felici Ighina, che disse teneramente che quella fu la più grande soddisfazione della sua vita.
Forse quello è stato solo un caso, ma chissà, in questa vita tutto è possibile. 

Vi lasciamo con il link al videodocumentario che racconta di lui, e delle sue teorie e scoperte:
Pier Luigi Ighina L’UOMO DELLE NUVOLE

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Su Daniela Gandrabur

Il guerriero sa che è libero di scegliere ciò che desidera: le sue decisioni sono prese con coraggio, distacco e, talvolta, con una certa dose di follia.

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