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Selfie: non si può sminuirlo chiamandolo autoscatto.

Il neologismo “selfie” ora sul dizionario Zingarelli. Una ricerca italiana cerca di scoprirle perché ci autoscattiamo.

selfie-obamaUno tra gli autoscatti che sicuramente ha più fatto discutere (almeno tra i coniugi della Casa Bianca…), ritrae Il presidente Obama, la Prima Ministra danese e il primo ministro inglese Cameron al Memorial per Nelson Mandela.
Il termine “Selfie” è da poco entrato nel vocabolario più popolare italiano, lo Zingarelli 2015. E a ribadire l’eco generato da questi “autoscatti” che ci facciamo per poi poterli condividere sui social network, una ricerca degli psicologi dell’Università Cattolica di Milano ha cercato di stabilire cosa si nasconde dietro un selfie.

ANOTHER FUNERALNon si tratta della prima ricerca fatta su questo argomento, infatti, ne sono già state fatte negli Stati Uniti (dove è nata la moda di farsi selfie durante i funerali di un amico o parente) e anche in Gran Bretagna, ma questa ricerca in particolare, è la prima a prendere in considerazione il popolo italiano.

 (Foto: liberallogic101.com)

Spiega Giuseppe Riva, docente di Psicologia della Comunicazione e Psicologia e Nuove Tecnologie della Comunicazione presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano:
“In Italia abbiamo una relazione più affettiva con il mezzo tecnologico, pensiamo a quanto lo smartphone sia lo strumento principe per andare su Internet e come diventi il centro della nostra vita affettiva/relazionale. Il social diventa l’equivalente virtuale dei luoghi di aggregazione del passato, facilitato dal fatto che ognuno può disporre di questo luogo virtuale a casa propria, o da qualsiasi parte si trovi.”

Esaminando 150 persone con un’età media di 32 anni (il 35% uomini, il 65% donne). E i risultati hanno dato delle indicazioni assolutamente precise. I selfie si fanno principalmente per: “far ridere e divertire gli altri”(39%); “per vanità” (30%) e per “raccontare un momento della propria vita”(21%).
È risultato anche che sono in maggioranza le donne a farsi più selfie rispetto agli uomini, mentre per ciò che riguarda le caratteristiche psicologiche di chi si fa una selfie, Giuseppe Riva ha precisato: “Le persone che si fanno selfie, rispetto a coloro che non se le fanno, appaiono significativamente più estroverse e più coscienziose. Inoltre, essere molto estroversi si associa a un maggior utilizzo delle selfie per mostrare agli altri “come ci si sente”, mentre essere molto coscienziosi si associa al non essere particolarmente interessati ai commenti degli altri alle proprie selfie, positivi o negativi che siano.”1837569_orig-540x358

Ma esiste anche un risvolto negativo legato ai selfie, infatti, secondo la ricerca effettuata dalla dottoressa Terri Apter dell’Università di Cambridge, che riguarda soprattutto i giovani:
“Gli adolescenti vivono quell’età in cui cercano di definere chi sono realmente, ciò che vogliono essere. Possono provare a sviluppare diverse identità e possono esserci dissonanze tra cosa vogliono essere e chi sono nella realtà. Con le selfie hanno l’opportunità di dire al Mondo ‘Io sono così!’, ma pochi mesi dopo possono rendersi conto che si sbagliavano e provare vergogna per quello che hanno fatto”.

Insomma, un selfie, spesso sottovalutato come un semplice “autoscatto” potrebbe nascondere molte più incognite di quanto immaginiamo nel momento in cui quando si preme quel tasto.

Noi della in3click.tv, per ora vogliamo pensare ai selfie, come qualcosa di innocuo inutile e talvolta imbarazzante…gustatevi la nostra selezione di selfie trovati sul web..

 

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