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ELEZIONI ANTICIPATE A GIUGNO: PERCHÉ È DIFFICILE SI VADA

ELEZIONI ANTICIPATE A GIUGNO: Sembrerà strano, ma non è certo da prendere sottogamba la decisione del Campidoglio di aver raggiunto l’accordo con la Roma romanista per la costruzione dello stadio a Tor di Valle.

ELEZIONI ANTICIPATE A GIUGNO: Questa operazione, non certo di basso profilo, ridà fiato ai pentastellati e porta una “barca di voti”, motivo per cui le controparti devono e stanno maggiormente attente agli sviluppi che, questa operazione, apparentemente banale, non diventi la classica buccia di banana su cui scivolare.

Tutto questo non può far perdere di vista quanto si sta muovendo negli altri schieramenti  che non possono certo nascondere le preoccupazioni che derivano in casa altrui.

Vi sono, quindi, fondati motivi per ritenere che sia tramontata la possibilità voluta (?) Renzi di elezioni anticipate a Giugno. Se anticipo vi sarà non potrà che essere a settembre-ottobre, ossia prima di una manovra economica  che avrà –si ritiene– componenti di “lacrime e sangue”  e, quindi, tale da far perdere suffragi ai partiti di governo. C’è del vero nelle preoccupazioni renziane di un bilancio dello Stato condizionato da Bruxelles e tale da determinare conseguenze negative sul piano elettorale. Meglio, quindi, rimandare la manovra all’inizio della legislatura quando, cioè, ci sarà tempo di recuperare gli elettori persi perché contrari ai provvedimenti adottati. Questo, però, è ottenibile anche votando in autunno come, del resto, Matteo Renzi avrebbe concordato con Silvio Berlusconi per giungere alla “grande coalizione” perché nessuno dei tre schieramenti (ed uno, quello di centrodestra, di fatto non facile da determinarsi) avrebbe  la maggioranza  come ha confermato un recentissimo sondaggio. Ufficialmente, quindi, un governo Pd-Forza Italia-Ncd e centristi sarebbe conseguenza  di uno stato di necessità, mentre in realtà è frutto di un’intesa capace di portare, successivamente, al Partito della Nazione.

La conferma indiretta viene, come accennato, dal sondaggio pubblicato da “Repubblica”: Pd ancora primo partito con il 28% con solo un 3,2% perso per  gli scissionisti, i 5Stelle al secondo posto, ma in calo perché al 25,3%, mentre Lega e Forza Italia sono quasi alla pari con il 12,9 la prima ed il 12,8 la seconda , Fratelli d’Italia  migliora e va al 5,3 e il nuovo partito di  di estrema destra con segretario Alemanno non va oltre un misero 0,3%.  Fermo al 3,3% il Nuovo Centro Destra e con appena lo 0.5% i centristi. In sostanza se anche il centrodestra fosse unito sarebbe  sotto di un 0,6% rispetto ai partiti di governo e, anche recuperando Alfano, che comunque Salvini non vuole, non si raggiungerebbe la necessaria maggioranza così come la otterrebbe il Pd  alleandosi con l’estrema sinistra, scissionisti compresi, avendo il movimento di Pisapia il 3,9%, Sinistra Italiana l’1,5%  e Rifondazione Comunista lo 0,8.

E’ vero che il 40% non si esprime, ma  gli astensionisti sono la maggioranza di questa percentuale e, dunque, anche altri eventuali votanti  si dividerebbe sui vari partiti senza provocare grandi cambiamenti.

Appare, quindi, evidente che Renzi, andando avanti per conto proprio  e puntando alle elezioni a giugno senza avere il consenso di Berlusconi che si sentirebbe di nuovo tradito dal leader dem, rischierebbe di fare la fine di Bersani  quando non riuscì a fare un governo. Possibile voglia corriere un tale rischio? Credo proprio di no. E, comunque, il presidente Mattarella non vuole assolutamente il voto così anticipato, considerato i troppi problemi che angosciano i cittadini e gli impegni internazionali dell’Italia. In sostanza, il Capo dello Stato potrebbe imporre un programma abbastanza stretto da rendere impossibile andare alle urne in giugno.

Ecco perché i renziani non hanno fatto le barricate per sostenere le primarie ai primi di aprile accontentandosi di chiudere per il 30 dello stesso mese. Tattica, ossia una finzione per dimostrare di cedere in parte  alle insistente della minoranza rimasta nel partito e , in particolare, di Emiliano  che chiedevano di spostare le primarie almeno a giugno. Così  Franceschini, alleato determinante di Renzi,  ha potuto fare la figura del mediatore che riesce nell’intento visto che aveva proposto di aprire i gazebo per la scelta del segretario ai primi di maggio ed ha ottenuto il 30 aprile. .

Va,infine, considerato  che l’ex-segretario del Pd ed ex-premier non è andato in California e nella Silicon Valley  insieme al suo amico Carrai per una viaggio di piacere o, come insinuano i suoi avversari, d’affari, bensì  per   approfondire i cambiamenti che stanno intervenendo con l’industria 4.0  che  negli Stati Uniti sta conoscendo  innovativi sviluppi  proprio per evitare che i progressi tecnologici  e il  collegato  rischio di perdita di posti di lavoro  finiscano di scardinare assetti societari ancora validi. Non v’ha dubbio, infatti,  che , ad esempio,la robotica determini un forte abbassamento nell’impiego di lavoro umano  provocando non solo forti negatività sociali, ma addirittura devastando sia i bilanci degli Stati, delle Regioni e dei Comuni  per la conseguente diminuzione delle entrate fiscali a tutti i livelli, sia intere categorie professionali, ponendo la necessità di una diversa formazione scolastica e, soprattutto, universitaria.

Sbagliano, per questo, coloro che con supponenza vanno in tv, com’è accaduto anche l’altra sera su La7,  ad irridere  Renzi proprio  per  il  suo  viaggio in una Valley erroneamente descritta come sorpassata sul piano dell’innovazione

Forse è arrivato il momento di smetterla con gli apriorismi e con la politica del “contro  a prescindere”  per affrontare la realtà di un mondo che sta profondamente cambiando e nel quale si sta determinando una rivoluzione industriale  che spesso, purtroppo, la politica  non comprende  e che l’Europa della Merkel, perse le sue radici e la sua genialità,  con quell’assurdo egocentrismo, pare ignorare.

Fonte: Giustus’ Blog

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Su Giuseppe Tusacciu

Giornalista, Politico, Libero cittadino. Mi piace la vita per quello che è, bella e piena di nuove esperienze. Il mio consiglio? "PROMETTI SOLO CIÒ CHE PUOI MANTENERE"

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