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Emigrazione in Australia e mal di Sardegna

Nel 2015 è stato stimato che un giovane sardo su tre, sceglie di emigrare all’estero. Così, mentre migliaia di stranieri approdano sulle nostre coste, altrettanti migliaia di figli, nipoti, cugini e amici di tutti noi approdano sul lato opposto del Mondo, l’ Australia.

Australia-2-660x330Ma quali sono le motivazioni che spingono ragazzi sardi e di tutta Italia verso un Paese così lontano e culturalmente differente dal nostro come l’Australia?Quali sono i sogni e le aspettative di chi parte? E le impressioni e i motivi di chi torna?
Parleremo con Giulio, sassarese di 25 anni, laureato in scienze Politiche ed in procinto di aprire una nuova attività a Sassari.

Allora Giulio, sappiamo che hai vissuto in Australia per un periodo abbastanza lungo…
Si. Sono partito a Ottobre 2012 e rientrato a Giugno di quest’anno. Ho sforato un po con Visto!

Cosa ti ha spinto a lasciare la Sardegna e partire?
Principalmente la mancanza di lavoro. Ero laureato da più di un anno e non riuscivo a trovare niente. Lavoravo solo a chiamata, in bar e ristoranti. Non riuscivo a campare!
Avevo molti amici che erano stati in Australia e tutti non facevano che dire quanto fosse facile lì trovare lavoro, quanto fosse facile la vita eccetera eccetera. Allora ho deciso di buttarmi anch’io. Male che vada avrei imparato l’inglese.

E com’è andata?

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Guarda ti dico la verità, è davvero facile come tutti dicevano. I miei amici non esageravano.
Che si sia specializzati o meno esiste un metodo non ufficiale per lavorare immediatamente In Australia, che è quello legato alla giusta scelta dell’ostello nel quale si soggiorna. Ci sono catene di ostelli come i YHA particolarmente organizzati, che offrono una serie di servizi che un viaggiatore, specialmente se proviene dall’altra parte del mondo, apprezzerà di certo. Primo fra tutti una bacheca aggiornata quotidianamente zeppa di annunci di lavoro.
I residenti utilizzano gli ostelli come luoghi in cui trovare manodopera per i mille lavoretti della vita quotidiana che si trovano ad affrontare. Ci si può trovare a fare il giardiniere per una settimana, a dipingere uno steccato per un altra e a riparare barche nella successiva.

In tanti potrebbero controbattere che tra il lavoro di cameriere e quello di giardiniere non è cambiato tanto per te. Non ti sentivi umiliato? Non volevi fare il lavoro per cui ti sei preparato una vita studiando?

Assolutamente no. É un ambiente molto più umano, ed è questo che conta per me. Gli australiani sono un popolo paziente e di poche pretese. Ben lontani dagli standard di lavoro italiani. Riconoscono il valore e l’impegno dei giovani che si trovano a lavorare per loro e hanno ritmi nettamente inferiori a quelli del tricolore.
La giornata lavorativa è di sei ore e in media si lavora cinque giorni a settimana. Nell’arco delle sei ore si fanno due pause da mezz’ora ciascuna per rifocillarsi e rilassarsi insieme. E poi si guadagna molto bene, il salario minimo sono venti dollari l’ora e se si lavora duro si ha davvero la possibilità di mettere da parte qualcosa. Si lavora per vivere insomma, non il contrario.

É un viaggio costoso?
I costi da sostenere prima della partenza sono quelli relativi al Visto e al biglietto. Ci vogliono circa mille euro. Poi dipende da che compagnia aerea utilizzi e da quanti scali farai durante il viaggio. Comunque, ci vogliono dai 1000 ai 1500 euro.Sydney_Opera_House_in_Australia-Pictures-660x330
Il Visto col quale un europeo può entrare in Australia può essere di due tipi: Work&holiday Visa o Holiday Visa. Il primo permette di risiedere nel territorio australiano ai giovani tra i 19 e i 31 anni, incensurati, per un periodo di un anno, estendibile a due se durante il primo soggiorno si è lavorato per almeno tre mesi nell’agricoltura. Al termine dell’eventuale secondo anno, il viaggiatore non può però più restare a meno che la sua presenza non sia specificatamente richiesta, la cosiddetta sponsorizzazione.
Il secondo visto, permette di soggiornare in suolo australiano se iscritti a regolari corsi di studi ed in possesso di un buon conto in banca.

É un esperienza che consiglieresti?
Si, la consiglierei a tutti. Se non si ha intenzione di emigrare definitivamente, almeno come esperienza di vita. Insegna davvero tante cose.

Perchè sei tornato?
Beh, il mal di Sardegna esiste ed ogni sardo lo può confermare. Io sono uno delle tanti che vivendo all’estero si è chiesto, se sia impossibile migliorare il posto in cui viviamo e la mia risposta è sì. Sono tornato nella mia Terra per combattere e cercare di migliorarla!

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Su Stefania Corrias

“Il guerriero della luce crede. Poiché crede nei miracoli, i miracoli cominciano ad accadere.” Paulo Coelho

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