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Lidl Follonica : bloccano due donne in un’area interdetta al pubblico, e mettono il filmato sul web

Lidl Follonica – In tutti i supermercati esistono delle aree interdette al pubblico, sia per questioni di igiene, sia per sicurezza che per altri motivi. Comunque ogni azienda è libera e in alcuni casi obbligata a riservare l’accesso solo nelle zone commerciali. Insomma, nel magazzino non si entra. Così come non si entra nei punti raccolta rifiuti, oggetti fallati e simili.

 

Lidl Follonica – Il fatto:
Lidl Follonica – Due donne, forse nomadi, (il documento di queste persone non è stato ovviamente divulgato), sono state trovate da 3 dipendenti dell’azienda a rovistare in libertà e tranquillità in un’area di raccolta della merce fallata. Queste aree, delimitate da barriere, sono fra quelle interdette ai non addetti.

Decidono di intervenire, nell’interesse dell’azienda, bloccandole all’interno dato che tecnicamente stavano violando un’area privata e rubando merce di proprietà dell’azienda.
Certo, in modo goliardico e forse non elegante, più simile ad una bravata.

Questo è durato qualche minuto, e non è chiaro se in questo frangente abbiano chiesto l’intervento delle forze dell’ordine, poi intervenute.

Ecco che decidono di filmare e postare su Facebook il momento dove le due donne sono bloccate all’interno dell’area raccolta. Ed è qui che inizia ”l’incidente diplomatico”.
Infatti, come si vede dal video che si trova un po’ dovunque su internet, inizia la sceneggiata di una delle due donne, che inizia ad urlare in modo spropositato, come fosse sotto tortura. Ad un certo punto sembra simulare il dolore ad un dito, ma l’attenzione mediatica resta concentrata su lamenti strazianti, che poi si interromperanno immediatamente appena liberate.

Nel mentre i tre dipendenti della Lidl Follonica sbeffeggiano e scherzano senza dare peso alle urla, forse immotivate ed esagerate, e alla situazione.
Non prevedevano sicuramente di alimentare un episodio di pura strumentalizzazione mediatica, con oltre un milione di visualizzazioni, dando lo start ad un fiume di commenti di cittadini italiani, di istituzioni, associazioni e testate giornalistiche di tutta italia e non solo.

L’azienda:

lidl-follonica-lidlLa posizione dell’azienda Lidl Follonica, quindi Lidl Italia è stata ovvia: come riporta in un post sulla sua pagina Facebook, di dissocia dalla vicenda prendendo le distanze dal comportamento dei tre dipendenti e valutando come agire.
Anche qui è una reazione ovvia, almeno secondo alcuni, dato che l’azienda non è un’ organo di polizia che può bloccare liberi cittadini nel territorio italiano. Questo è magari in contraddizione con le guardie che lavorano all’interno delle filiali e che in caso di furto accertato o presunto, bloccano i clienti impedendo di andare via. O come quando un commesso, in barba alle leggi italiane, richiede un documento per autorizzare un pagamento su carta di credito.

Ciò non toglie che l’azienda dovrà giustamente valutare l’accaduto e poi prendere eventuali provvedimenti, nulla di strano. Ma anche questo è diventato un ottimo modo per alimentare commenti e post di tutti i tipi colori.

 

La stampa nazionale e non:
Come non cogliere l’attimo? La stampa si è immediatamente attivata sulla filiale Lidl Follonica per dare spettacolo, fornendo varie interpretazioni e titoli sull’accaduto.

>Il video diventa “SHOK”
>L’area di raccolta diventa un cassonetto di rifiuti.
>Le donne diventano un po’ di tutto: Rom, Nomadi, Ladre, Cittadine Italiane, Extracomunitarie, etc.
>La bravata diventa un sequestro di persona
>Le urla vengono commentate solo durante il video, ma non si accenna al post liberazione.
>I tre dipendenti diventano xenofobi.

Insomma, elementi diversi per una trama da adattare all’attenzione dell’italiano medio, più attenta agli ascolti che a riportare la verità che si vede abbondantemente dal video.
Altri si limitano a titolare e riportare le immagini, altri ancora a riportare la notizia come spiegata da altri siti.

Le opinioni:
I commenti sui social sul caso “Lidl Follonica” sono un fiume. Le discussioni pure. E le interpretazioni infinite. Anche se si dubita che qualsiasi commento sia passato prima a verificare sul campo e con gli interessati l’accaduto, ma si fermi al solito modo dei social: credo a quello che vedo e divento un opinionista tuttologo.

Poi arrivano i commenti illustri, per citarne alcuni quelli di Matteo Salvini, Selvaggia Lucarelli, Codacons, Cgil

Selvaggia Lucarelli: “Quello che leggo sui social mi fa sempre più orrore, tristezza, paura. Il video delle due rom chiuse a chiave e filmate dagli impiegati Lidl (da cui continuerò a comprare e che a questi due dovrebbe chiedere anche danni di immagine ) mentre rubavano prodotti fallati ha fatto il giro della rete accompagnato da commenti che mi fanno vergognare di migliaia di connazionali. […] Che schifo che mi fate”

lidl-follonica-salviniMatteo Salvini: “Io sto con i lavoratori (li contatterò già oggi per offrire loro tutto il nostro sostegno, anche legale) e non con le rom “frugatrici”

Codacons: chiede il licenziamento immediato dei dipendenti del Lidl di Follonica “responsabili del sequestro di persona a danno di due nomadi chiusi in una gabbia”
Parla inoltre di “Razzismo” e “Pari opportunità”

CgilUno dei due ragazzi che hanno chiuso le due nomadi in un gabbiotto a Follonica “era iscritto alla Cgil”  e sono stati presi “immediatamente” i provvedimenti per “sospenderlo cautelativamente”

Il Presidente della regione Enrico Rossi“Eccoli i frutti avvelenati della xenofobia, e non si parli di goliardate. Quello che è successo a alle due donne Rom a Follonica è gravissimo e deve essere condannato fermamente, come ha fatto la stessa azienda”

Questi per citarne alcuni, ma in rete si infiammano le prese di posizione, comprese le varianti dell’accaduto, e i commenti con le condanne in un verso e nell’altro.

Cosa resta:

Lidl follonica traghetto-janasNon tanto tempo fa, il 21 Febbraio 2017, un manipolo di rifugiati/extracomunitari/profughi con un decreto di espulsione in mano aveva devastato la nave Janas, tratta Cagliari-Napoli, dopo una discussione pare  legata alla chiusura del bar, creando disordine, liti, furti, danneggiamenti a cabine e altro.
Episodio pesantemente criticato da stampa e pubblico. 

Ora una bravata viene ad essere strumentalizzata per fare odiens e tutti diventano buoni.
Le domande che restano sono tante, e i pareri restano pareri.
Quello che non si capisce però resta:

  • perché viene enfatizzata ogni singola parola o momento del’accaduto, mentre non si trova da nessuna parte un accenno al “perché violavano un’area privata”
  • “perché rovistavano in cerca di refurtiva”
  • “perché una donna emette urla disumane solo quando è dentro e poi una volta fatta franca va via e viene addirittura ripresa con una borsa della Lidl, senza alcun segno di paura o maltrattamenti”
  • perché l’altra donna, nonostante le urla disumane della prima, non fa nulla per aiutarla e darle conforto, ma al contrario continua a rovistare e cercare.
  • Le donne avevano i documenti? Sono italiane o extracomunitarie? Se si, in regola? Vivono secondo le norme italiane su territorio italiano? Hanno una famiglia e vivono secondo gli standard italiani? Hanno precedenti? Sono persone oneste o già familiari alle forze dell’ordine? Hanno mai importunato a loro volta i clienti del supermercato?

Mancano pero alcune risposte importanti che le varie istituzioni, politici, tuttologi hanno omesso:

Ad esempio:

  • Come sarebbe andata la stessa vicenda a due extracomunitari italiani in Romania, o nella terra di appartenenza di queste persone?
  • Perché l’attenzione resta su quanto siamo pessimi come italiani ?
  • Perché tutti hanno preso provvedimenti drastici contro i tre dipendenti, compresa l’accusa di “sequestro di persona”, mentre le due donne sono in giro senza conseguenze nonostante abbiano violato il codice civile e forse penale?

Vi lasciamo con un pensiero, che non si schiera con nessuno, ma accetta risposte:
Secondo voi l’italia dovrebbe vivere meno di social ed essere più presente nella tutela dei propri diritti, o deve continuare ad ascoltare le mille campane senza muovere un dito oltre a quello che fa diventare chiunque un giornalista/opinionista/esperto/tuttologo?

 

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Su Fabio Serra

Tutte le grandi idee sembrano sbagliate ad un fallito. È sempre un'ottima idea testare le proprie idee su di un fallito per assicurarsi che non gli piacciano.

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