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Sciopero operaio. L’eccidio di Buggerru

Da sempre lo sciopero operaio è considerato uno degli strumenti più efficaci che i  lavoratori hanno a disposizione per rivendicare i loro diritti e cercare fondamentalmente di migliorare  la propria condizione lavorativa.
Roma, 29 Ottobre 2014: 600 operai delle acciaierie di Terni protestano contro il piano industriale della società tedesca ThyssenKrupp che prevede il ridimensionamento della produzione di laminato a caldo , la chiusura della parte fusoria degli impianti col conseguente licenziamento di 537 dipendenti. Ma prima che  possa giungere nei pressi del Ministero dello Sviluppo Economico, il corteo dei manifestanti viene bloccato a suon di manganellate dalle forze dell’ordine  che, citando il Poeta, “irrequiete, cercano qualcosa che non va….”.

minatori-di-BuggerruCinquantacinque giorni prima i leader dei principali sindacati italiani e istituzioni di ogni ordine e grado si riunivano a Buggerru, comune appartenente all’ ex provincia del Sulcis Iglesiente, in occasione della cerimonia di un’ altra manifestazione operaia avvenuta 110 anni prima, sicuramente più tragica per quanto concerne le conseguenze degli scontri, ma di certo legata alla prima dal comune denominatore della rivendicazione dei diritti dei lavoratori: lo sciopero operaio passato alla storia come “l’ eccidio di Buggerru”.

buggerru1«Petite Paris»: così era chiamata Buggerru agli inizi del ‘900. Il paese era un importante borgo minerario che all’epoca rappresentava, come densità di popolazione, il quinto centro dell’isola.
Il richiamo alla capitale francese era soprattutto dovuto al fatto che ogni cosa a Buggerru apparteneva alla Societé des mines de Malfidano di Parigi. I pozzi, le laverie, le officine, i magazzini, l’ospedale, le scuole, la chiesa, persino le case e il suolo su cui esse insistevano erano di appartenenza della società. I dirigenti che si erano trasferiti in una parte del borgo minerario con le rispettive famiglie, erano soliti praticare usi raffinati conducendo una vita mondana all’insegna del benessere tipico di un certo ambiente culturale.

Il rappresentate della società era Achille Georgiades, un ingegnere greco di Costantinopoli, arrivato in Sardegna nel 1903 per dirigere le miniere della società parigina, la cui sede operativa in Sardegna si trovava a Buggerru. Il paese ospitava inoltre un cinema, gestito dal  francese Georges Perrier, un teatro e un circolo  riservato esclusivamente alla ristretta élite dei dirigenti della società francese. Dall’altra parte ai minatori sardi che abitavano  e lavoravano  in condizioni disumane, sottopagati e costretti a turni di lavoro massacranti, non era consentito  costruire neanche la più piccola delle baracche, piantare un albero o raccogliere la legna per il fuoco. L’aspetto più tragico riguardava il fatto che spesso i minatori erano vittime di incidenti mortali durante il lavoro. A partire dai primi mesi del 1904 lo sciopero operaio divenne lo strumento col quale i minatori rivendicavano l’incremento dei salari ed il miglioramento delle loro condizioni di vita e di lavoro. Per contro il 2 Settembre il direttore della miniera emanava una circolare nella quale  si comunicava che la pausa tra i due turni, quello mattutino e quello pomeridiano, concessa ai minatori era stata ridotta di un ora . All’una di quello stesso giorno nessun operaio si presentò nel rispettivo posto di lavoro. buggerru2La massa di lavoratori si dirigeva invece verso l’abitato della direzione, dando inizio così al più emblematico e tragico sciopero operaio che la storia mineraria sarda ricordi.
La domenica del 4 settembre 1904 la delegazione sindacale era in trattative col direttore, lo sciopero operaio continuava con i minatori riuniti nella sede della direzione generale della miniera in sostegno della delegazione, e un battaglione dell’esercito italiano costituito dalle due compagnie del 42° reggimento di fanteria partiva da Cagliari in treno per poi attraversare a piedi la strada che da Iglesias portava a Buggerru. L’esercito inviato dal viceprefetto di Cagliari sotto richiesta del direttore della miniera avrebbe alloggiato nell’ampio stabile della falegnameria sistemato per l’occasione da tre minatori. Questa decisione fece insorgere tutti i partecipanti allo sciopero operaio che incominciarono a tirare sassate sui soldati che nel mentre si erano posizionati con i fucili spianati, fino a quando venne dato loro il tragico ordine di sparare sulla folla.
Fu così che il pomeriggio del 4 Settembre del 1904, a Buggerru, in pieno sciopero operaio, persero la vita Felice Littera, Salvatore Montixi e Giustino Pittau. Un’altra decina di operai rimase ferita.
Pur nella sua tragicità lo sciopero operaio dei minatori di Buggerru servì a suscitare a livello nazionale una tale mobilitazione tanto che il 16 Settembre del 1904, i lavoratori italiani di tutte le categorie parteciparono a quello che fu il primo Sciopero Generale Nazionale d’Italia.

Articolo redatto dalla cooperativa: Destinazione Sulcis. “escursioni alla scoperta del sud-ovest sardo”

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