Attualità

Sardegna, Uranio e servitù non solo militari.

uranio

L’Uranio impoverito ed l’Uranio arricchito in Sardegna – ed in particolare nel Poligono Militare di Quirra – sono realtà concrete, anche se nascoste.

É degli ultimi giorni la polemica sulla strumentalizzazione politica con cui pare siano stati scelti i membri della Commissione d’inchiesta sull’Uranio impoverito in Sardegna.

Già ad Agosto di quest’anno, il deputato di SEL Michel Piras sottolineò come tale commissione partisse depotenziata per quanto riguardava i suoi componenti.
«È in atto una manovra per consegnare la commissione a conduzioni politiche di favore nei confronti di ambienti della Difesa e vertici delle forze armate: vogliono rendere irrilevanti le opposizioni», affermava Piras, sulle maggiori testate giornalistiche regionali.
Ad oggi le supposizioni di Piras appaiono più che fondate, visto che è di pochi giorni la notizia sull’assenteismo dei rappresentanti di tale Commissione, composta per la maggiore da appartenenti al Partito Democratico.

Ma cerchiamo di capire meglio perchè questa assenza assuma rilievo e gravità, in particolar modo quando viene messa in essere da esponenti sardi, i quali dovrebbero per primi proteggere e difendere la propria terra.
Di fondamentale importanza è la comprensione generale del tema trattato e della sua pericolosità.

In natura esistono due tipi di uranio: l’isotopo 238 e il 235.
L’ uranio naturale è costituito in massima parte da U-238. Le armi nucleari e il combustibile delle centrali nucleari contengono, invece, una percentuale maggiore di Uranio 235, ottenuta attraverso il cosiddetto processo di arricchimento dell’Uranio.
Il problema fondamentale per lo Stato e le imprese interessate a questo materiale, risiede nel fatto che l’U-238 è quello più abbondante, mentre l’U-235 scarseggia.
Poiché soltanto quest’ultimo può essere utilizzato nei reattori nucleari a fissione, gli scienziati hanno elaborato un metodo per “arricchirlo”.

Il processo di arricchimento dell’uranio consente di ottenere una maggiore quantità di materiale utilizzabile per le centrali, da un miscuglio di uranio 235 e 238.
Il prodotto di scarto della lavorazione dell’arricchimento dell’uranio e’ rappresentato dall’uranio impoverito.
L’arricchimento e/o l’impoverimento dell’uranio naturale è relativo alla concentrazione in peso dell’U235, presente nella miscela.
Così, per ottenere una certa quantità di uranio arricchito è necessario smaltire una stessa quantità di uranio impoverito.
L’Uranio Impoverito viene impiegato soprattutto a scopi militari, all’interno di bombe nucleari, o civili, come combustibile per alcuni tipi di reattori nucleari, nelle corazze dei carri armati, nelle munizioni anticarro ecc, rappresenta, insomma, la base per l’armamento convenzionale di quasi tutti i maggiori stati al Mondo.
Uno dei problemi più grossi dell’utilizzo dell’uranio risiede nei suoi scarti. L’ Uranio impoverito è dannoso sia conseguentemente all’esposizione interna – prodotta da sorgenti radioattive introdotte all’interno dell’organismo, attraverso cibo ed acqua – che causa danni chimici e radiologici, che conseguentemente all’esposizione esterna – anch’essa causa dell’assorbimento di radiazioni.

quirra1 (1)Nel Poligono di Quirra in Sardegna, il più grande della Nato in Europa, sono presenti entrambe le tipologie di Uranio: quello arricchito (utilizzato per preparare la bomba atomica di Hiroshima) e quello impoverito.
Entrambi i tipi di Uranio sono dannosissimi per la salute umana, anche se con modalità differenti. Mentre l’uranio impoverito uccide principalmente con i suoi scarti, l’Uranio arricchito sprigiona nanoparticelle quando viene sparato ed entra in contatto con il bersaglio, esplodendo.
Si potrebbe pensare che il rischio causato dall’esplosione di proiettili e bombe non interessi il territorio sardo al momento, ma non è così, in Sardegna le esercitazioni, sono infatti all’ordine del giorno. Mentre tutti gli Stati membri della Nato hanno chiuso i poligoni sperimentali, l’unico rimasto aperto è quello di Quirra, dove America, Canada, Francia, Germania e tanti altri, testano il proprio materiale bellico, oggi più che mai. È allora che l’uranio si sbriciola e rilascia sul terreno e nell’aria una polvere metallica pericolosa. Nanoparticelle, che una volta respirate, impiegano 60 secondi per raggiungere il sangue, pochi minuti per superare la barriera dei polmoni e dopo 60 minuti hanno già invaso il fegato.

Domenico Fiordalisi, magistrato italiano e Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Tempio Pausania, ha condotto la prima inchiesta per disastro ambientale all’interno di un Poligono Militare, scoprendo anomale quantità di torio radioattivo nelle ossa di dodici pastori morti per leucemie.
Le vittime della Sindrome di Quirra, sono soprattutto pastori che pascolano le loro greggi vicino al Poligono e che oltre ad assistere impotenti alle nascite di agnelli malformati, si ammalano essi stessi e muoiono nel giro di pochi mesi. Stessa fine fanno anche chi presta servizio nella base, come i due militari con mansioni di magazzinieri che hanno lavorato nel posto dove sono state ritrovate cinque cassette metalliche con livelli di radiazioni altissime e che si sono ammalati di linfoma non Hodgkin.
deformazioniLe indagini hanno portato anche alla luce svariati casi di bestiame nato con mostruose malformazioni, nonché la terribile scoperta che il poligono è stato per anni utilizzato come una vera e propria discarica di materiale militare, contenente con tutta probabilità, uranio impoverito; il tutto sepolto sotto una superficie apparentemente incontaminata o negli abissi di quel mare cristallino che il mondo ci invidia.

 

uranio impoveritoUn paradosso che deve fare i conti con le forti collusioni tra ambienti della criminalità organizzata, dell’imprenditoria, della finanza e della politica. I sardi – come tutti gli italiani – devono opporsi una volta per tutta a questo scempio, che sta colpendo tutti. I casi di tumore in Sardegna aumentano, infatti, esponenzialmente. Di pari passo con la circolazione delle merci, con la globalizzazione, questo fenomeno sta toccando sempre più persone sparse in tutto il territorio. La lotta contro la mala-politica deve coinvolgere tutti, perchè nessuno è escluso dalle conseguenze di quest’industria di morte. Una Commissione d’inchiesta sull’uranio non può permettersi l’assenteismo. Tale Commissione così formata non può rappresentare il popolo sardo. I nostri figli, i nostri nipoti, tutti sono a rischio.

E il rischio non minaccia solo la Sardegna, ma l’Italia e il Mondo intero.

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Stefania Corrias

“Il guerriero della luce crede. Poiché crede nei miracoli, i miracoli cominciano ad accadere.” Paulo Coelho

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