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La famiglia Winshaw e i puzzle di pagine di Coe

Nell’estate del 1990, mentre il mondo si prepara a entrare in guerra contro Saddam Hussein, un giovane scrittore squattrinato – Michael Owen – viene investito del difficile incarico di mettere insieme i pezzi della biografia della famiglia Winshaw. Il lavoro gli viene affidato da Tabitha, la vecchia zia rinchiusa in manicomio ed abbandonata da tutti.

Margaret Thatcher in 1979Attraverso le vite degli oscuri personaggi della famiglia Winshaw vengono ricostruiti i famosi anni ottanta. Le loro vicende si intrecciano con le vicende pubbliche del periodo pre-invasione del Kuwait, con gli eventi politici ed economici che hanno portato al consolidamento del potere di Saddam Hussein e con i danni causati all’Inghilterra dall’estremizzazione della linea politica di Margaret Tatcher.
Dal crollo del sistema sanitario nazionale al traffico di armi passando per l’introduzione dell’allevamento intensivo, Coe denuncia i limiti e i peccati originali dell’Inghilterra come potenza industriale.

Ognuno di questi peccati è rappresentato al massimo da un esponente della famiglia Wishaw: Hilary rappresenta l’uso spregiudicato e corrotto dei mezzi di informazione, Henry l’opportunismo senza scrupoli della politica, Roddy è l’ignobile ricco mercante d’arte che abusa del suo potere per ingannare un’aspirante pittrice, Dorothy rappresenta la nascita dei moderni ed inumani sistemi di allevamento intensivo, Thomas lo sciacallaggio esistente in certi ambienti del mondo della finanza e infine Mark è la dimostrazione di come si possano chiudere gli occhi di fronte a misfatti e stragi, torture e persecuzioni a opera di dittatori spietati, in nome del profitto.

Coe_famiglia_Winshaw“La famiglia Winshaw” di Jonathan Coe fu pubblicato nel 1994 – un romanzo geniale, un compendio di tutta la migliore tradizione letteraria britannica.
Il testo è diviso in due parti – precedute da un prologo che introduce i membri della famiglia riuniti nella tetra e spettale Winshaw Towers, luogo sinistro testimone delle sfrenate ambizioni e delle spregiudicate mire dei suoi abitanti – che insieme mettono insieme i pezzi di un puzzle che si ricompone lentamente davanti agli occhi del lettore, con maestria e ricchezza di particolari.
Il libro alterna punti di vista e stili letterari differenti: Coe inizia il racconto in terza persona con un punto di vista esterno alla vicenda, per poi proseguire con una narrazione affidata a un io narrante, con stralci di diari e di interviste e trascrizioni di dibattiti ed interventi televisivi che coinvolgono i vari membri della famiglia.
Il cambiamento dei punti di vista rende più vivace e interessante la descrizione dei fatti, lasciando sempre il lettore con un punto interrogativo sul reale accadimento storico di ciò che sta leggendo.
La famiglia Winshaw è un libro difficilmente categorizzabile, appare come un misto tra romanzo storico, documentario, saga familiare, romanzo di memoria e thriller.
Con estrema abilità Coe riesce a far coincidere e culminare vicenda e personaggi in un unico quadro sintetico.

Sia la prima che la seconda e ultima parte del romanzo si svolgono nella dimora di Winshaw Towers, che diviene un grottesco microcosmo dell’intera società umana. Qui infatti, si riuniscono di nuovo i membri della famiglia con il pretesto della lettura di un testamento e il romanzo si trasforma da feroce satira socio-politica a giallo, nella scia della più raffinata tradizione dell’Agatha Christie di “Dieci piccoli Indiani”.
Poi l’attenzione si sposta su una piccola e modesta famigliola, dove troviamo l’io narrante Michael Owen ancora bambino durante una festa di compleanno in compagnia di padre, madre e nonno. Seguiamo la loro giornata trascorrere nella tenera e dolce felicità velata di tristezza che è propria dei semplici. Michael è un fan di Yuri Gagarin, il primo uomo a volare nello spazio. Casualmente la famigliola in gita trova una locandina di un cinema , dove si preannuncia che al termine della commedia horror Sette Allegri Cadaveri si sarebbe proiettato “Yuri Gagarin, il film russo ufficiale a colori”.
La trama e i personaggi di Sette Allegri Cadaveri (titolo originale: What a Carve Up!, come il romanzo, la cui traduzione in questo contesto potrebbe essere “Che Macello!”) da quel momento rappresenta un fiume carsico che accompagna la narrazione per riemergere con prepotenza nel pirotecnico finale.

WinshawJonathan Coe è uno scrittore inglese, satirico ed umoristico. Le sue opere sono sempre inserite in un contesto realistico molto definito, che è quello dell’Inghilterra degli anni 70-80. Al The Guardian Coe ha raccontato che i suoi libri vendono molto di più all’estero («più del quadruplo rispetto all’Inghilterra»), in particolare in Francia e in Italia: «i miei libri danno uno spunto per capire come gli inglesi pensano e parlano, e sulle cose che sono successe qui in politica. Sono etichettato come il modello di un certo tipo di narrativa inglese». Nella stessa intervista ha aggiunto che l’ultima volta che era stato fermato in strada, a Londra, lo aveva riconosciuto un turista italiano.
Tra le sue opere più conosciute La casa del sonno (1998), La banda dei brocchi (2002) e Questa notte mi ha aperto gli occhi (1990).

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Su Stefania Corrias

“Il guerriero della luce crede. Poiché crede nei miracoli, i miracoli cominciano ad accadere.” Paulo Coelho

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