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PAREIDOLIA: CURIOSE ILLUSIONI SUBCONSCIE

La pareidolia, parola alquanto strana ed impronunciabile, si riferisce in realtà ad un fenomeno istintivo ed automatico che riguarda tutti gli esseri umani e che si palesa nella tendenza innata e spontanea a riconoscere ed associare forme familiari ad oggetti o immagini disordinate. Esempi classici di questa attitudine sono la visione di volti umani o animali nella forma delle nuvole, nella corteccia di un albero, nelle rocce e nel paesaggio, in oggetti di uso comune.   illusione
Si ritiene che la pareidolia, in quanto facoltà spontanea e del tutto automatica, sia dovuta alle attitudini che i nostri antenati preistorici hanno dovuto sviluppare per potersi difendere da un eventuale animale feroce mimetizzato tra la vegetazione: riuscire ad individuare e riconoscere da pochi e vaghi elementi visivi un predatore era necessario per la sopravvivenza della specie. Questa predisposizione naturale propria di ognuno di noi e che applichiamo quotidianamente in maniera del tutto istintiva, dipende anche da quelle che sono la nostra cultura visiva, le esperienze pregresse e le nostre convinzioni religiose.

Non a caso l’individuazione del volto di Gesù, della figura della Madonna o di alcuni santi negli oggetti più disparati è propria soprattutto delle persone molto credenti. Si pensa quindi che in realtà ciò che vediamo sia fortemente influenzato da quello che effettivamente vogliamo vedere..
Alcuni studiosi inoltre affermano che la tipologia delle immagini e delle forme che riconosciamo in un oggetto o nella natura che ci circonda molto dice della nostra personalità. Questo è quanto sostenuto da Hermann Rorschach, uno psichiatra svizzero, che ha formulato un test, conosciuto perchè utilizza le famose “tavole di Rorschach” , nel quale l’osservatore deve comunicare quali immagini riconosce in dieci macchie di inchiostro simmetriche. Questo consentirebbe di tracciare un quadro chiaro della personalità dell’individuo.

Rorschach - illusione ottica

Anche la storia dell’arte presenta una miriade di casi di pareidolia!

Leonardo ne parlava già nel suo trattato sulla pittura, e sono tanti gli artisti che volontariamente hanno ” nascosto ” visi, personaggi famosi, rappresentazioni angeliche o demoniache all’interno di nuvole o negli sfondi della vegetazione nei loro dipinti. Una delle ultime scoperte, ad esempio, riguarda il profilo di un dèmone nell’affresco di Giotto dedicato alla morte di San Francesco, dipinto all’interno dell’omonima Basilica di Assisi nel XIII secolo.
( fonte www.didatticarte.it )

Giotto - illusione ottica

dalì Ma anche alcuni artisti contemporanei hanno ceduto alla tentazione di utilizzare queste  illusioni ottiche . Uno degli esponenti più grandi è sicuramente Dalì, che ha fatto della  pareidolia una delle caratteristiche principali delle sue geniali opere.

dali voltoComunque, al di là delle più serie connotazioni psicologiche, religiose e filosofiche è curioso ed assai spassoso rendersi conto di quanto la pareidolia faccia parte della nostra osservazione del mondo e di quali e di quante immagini strane e buffe il nostro occhio sia in grado di riconoscere nella natura e negli oggetti che ci circondano!!!

Auto - illusione ottica
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