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Legittima difesa, come riconoscerla?

La legittima difesa, disciplinata dall’art. 52 del codice penale,

una sorta di autotutela che l’ordinamento giuridico italiano consente nel caso in cui insorga un pericolo imminente per sé o per altri da cui è necessario difendersi e non ci sia la possibilità di rivolgersi all’autorità pubblica per ragioni di tempo e di luogo.

Probabilmente il legislatore ha voluto tenere conto di un’esigenza del tutto naturale che è legata all’istinto di reagire quando si viene aggrediti.
Non bisogna confondere la legittima difesa con la vendetta perché quest’ultima è una reazione che avviene dopo che la lesione è stata già provocata.

Si parla di legittima difesa quando si reagisce a una aggressione e tale reazione rappresenta l’unico rimedio possibile nell’immediato per evitare una offesa ingiusta.
L’art. 52 c.p. stabilisce che non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio o altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa.

La struttura della legittima difesa ruota intorno a due comportamenti che si contrappongono: da un lato una condotta aggressiva e dall’altro una condotta difensiva.
La minaccia deve provenire da una condotta umana.
Può anche derivare da un’omissione.
Si pensi al proprietario di un cane in posizione d’attacco che non richiama il proprio cane.
Colui che viene minacciato può a sua volta minacciare il proprietario del cane per costringerlo a richiamare il cane per farlo allontanare.
Oggetto dell’aggressione deve essere un interesse giuridicamente tutelato e messo in pericolo dall’aggressione.LA-CONOSCENZA
Il pericolo deve essere incombente al momento del fatto così da rendere la reazione l’unica via di salvezza per il bene posto in pericolo.
Ovviamente la situazione di pericolo non deve essere causata dal soggetto che reagisce e vi deve essere proporzione tra la difesa e l’offesa.
Ad esempio non sarebbe mai consentito mettere in pericolo la vita altrui per difendere diritti gerarchicamente inferiori alla vita o all’integrità fisica!

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Su Annalisa Demurtas

Avvovato Annalisa Demurtas Diritto Penale e Diritto dell'Immigrazione. "La pazienza, la bontà, la generosità, l'umiltà, la gentilezza, la dedizione, la tolleranza e la sincerità sono virtù che dovrebbero coesistere nell'anima"

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Un Commento

  1. Dalla mia molto limitata cultura giuridica, complimenti e mi piace.Buona prosecuzione. Manfredi

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