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Cucinare, cosa significa?

Cucinare. Ma cosa significa in fondo cucinare?
Benvenuti sulla rubrica “Ne conquista più la Gola della Spada”.
Oggi faremo un piccolo viaggio nel mezzo di uno dei termini più diffusi: Cucinare.

Cucinare: sul vocabolario troverete: preparare e cuocere le vivande, dal latino tardo cocinare, subentrato alla forma classica coquinare, derivato da coquere ovvero cuocere. Ma la verità è che la parola cucinare racchiude ben di più, fin da quando i primi uomini hanno scoperto che l’atto del mangiare, da mero mezzo di sopravvivenza, poteva anche divenire un piacere, nulla ha più fermato la creatività e fantasia del rendere il nutrirsi un vero godimento di ogni senso.


cucinare in modo artistico michele cogniCucinare poi è assolutamente un verbo cardine della nostra cultura, una delle molteplici forme d’arte che rende l’Italia un luogo davvero speciale e unico al mondo, ma che, nella sua quotidianità, manchiamo spesso di osservare con la dovuta attenzione.
In effetti, a molti sfugge che proprio la consuetudine irrinunciabile e quotidiana del cucinare, per sé e per gli altri, è uno dei caratteri più appariscenti, insopprimibili e radicati della cultura italiana.

Cucinare è in fondo trasformare: prendere cioè le materie prime, che spesso non sono nemmeno così immediatamente commestibili, gustose o salutari da mangiare, e mutarle in una preparazione che le trasformi in vivande, letteralmente: ciò che serve alla vita! Come indica chiaramente l’etimo di questo vocabolo, ovviamente il processo principe di questa trasformazione è la cottura.
Naturalmente nei secoli quelle che erano le necessità storiche del cucinare si sono evolute e modificate più volte, rendendo infine un vezzo, un hobby o una moda anche estetica ciò che è stato per lungo tempo un bisogno primario.

cucinare con fantasia michele cogniMa l’aver saputo trasformare una necessità biologica in una così importante e mirabile attività culturale ed estetica è una conquista formidabile.
Ecco perché si dovrebbe rifuggere il più possibile dai cibi pronti, precotti, veloci e spesso poco salubri e dedicare invece quando possibile parte del proprio tempo all’atto del cucinare, che definisce in fondo un tempo della giornata dedicato alla cura di sé e di chi mangerà con noi.

Avete poi mai pensato quanto sia in realtà sensuale la cucina?
Quanto siano simili in fondo il cibo e l’amore?
Gola e Lussuria sono da sempre molto legati: entrambi sono definiti peccati della carne, e la parola “carnalità deriva dal latino dell’Ecclesiaste carnalitas, che significa sì concupiscenza, ma deriva comunque da “caro carnis”, cioè carne, componente fondamentale sia del corpo umano che dei cibi, e proprio per questo proibita ai cristiani nei giorni di penitenza in cui si deve cucinare come michele cognimangiare di magro. E anche astinenza” si utilizza allo stesso modo nel doppio senso, sia sessuale che nutritivo.
Basta anche riflettere sull’uso dei molti termini comuni a gola e lussuria: come “fame, aver fame di qualcuno è altrettanto forte e irrefrenabile come averla di qualcosa.
E che dire dei tanti verbi comunemente usati riferendosi al cibo come: succhiare, leccare, mordere, inghiottire, lambire, suggere, e ovviamente lo stesso mangiare, tutte parole voraci”; da vorax voracis, a sua volta derivato da vorare, divorare. Voraci come la passione e tutte parole che hanno altrettanti intensi significati nel piacere.

Quindi cucinate, create, assaggiate, perché la cucina è come una tela, gli ingredienti sono i colori, l’estro, la passione e la fantasia sono i pennelli; cucinare è arte e, come la miglior musica e pittura, bastano pochi ingredienti, poche note, pochi colori e si può creare e assaporare l’infinito.

Vi aspetto al prossimo appuntamento con la rubrica
Ne conquista più la Gola della Spada
firma michele cogni

 

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Su Michele Cogni

Sono per la varietà meravigliosa e credo che si debba sempre osare, esagerare, vivere con passione e frenesia, amare e desiderare possibile e impossibile, e sognare arditamente perché in un mondo dove i figli dei falegnami risorgono, tutto è possibile.

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