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Una Chance: scegliamo la strada della riabilitazione

Meticolosamente addestrato l’uomo può diventare il miglior amico del cane.

Corey Ford

A volte l’amore, la dedizione, l’impegno, in alcuni casi può non bastare e ci si ritrova a convivere con un cane problematico che ha oltrepassato i limiti di un comportamento sbagliato o inadeguato, mostrando i segni di una mancanza di equilibrio talvolta pericoloso per sé e/o per gli altri.
Morsicatori, cani che abbaiano o ululano 24 ore su 24, cani fobici, o ancora, cani che dimostrano un comportamento compulsivo distruggendo mobili e oggetti, senza APPARENTE motivo e rendono davvero insostenibile la convivenza.
I motivi per situazioni limite di questo tipo possono essere tanti, ma qualunque essi siano, il recupero e la rieducazione sono possibili ed efficaci, per il 99% dei casi.
Il modo più corretto di affrontare tali situazioni NON può limitarsi alla sola forza del proprio amore.

Improvvisare azioni o reazioni di contenimento, farsi prendere da una giustificabile esasperazione, potrebbe peggiorare la situazione.
Per questo è necessario rivolgersi ad un educatore professionista che, dopo un’accurata valutazione fisico/comportamentale del cane e della la situazione, intraprenderà un percorso di riabilitazione più adeguato al vostro caso.
Un cane che presenta problemi di aggressività o fobie va assolutamente aiutato, per far ritrovare al proprietario il piacere di averlo e conviverci, ma soprattutto perché un cane affetto da problemi comportamentali NON è un cane né equilibrato né felice.

Sempre più spesso si parla della soppressione di cani con problemi comportamentali.
La quasi totalità dei Paesi statunitensi prevede l’abbattimento dopo alcuni giorni di permanenza in canile, se nessuno adotta il cane, e vengono soppressi ancor prima di questo termine i soggetti giudicati “non adottabili” a seconda dei livelli non chiaramente definiti di pericolosità.
E l’Italia? L’Italia sembrerebbe un’isola felice da questo punto di vista, infatti qui non è possibile sopprimere gli animali sani…

L’art. 2 della legge n. 281/91, però si limita ad occuparsi dei soggetti ricoverati in canili e rifugi, dispone che la loro uccisione sia consentita in modo esclusivamente eutanasico, a opera di medici veterinari e “soltanto se gravemente malati, incurabili o di comprovata pericolosità”.
La legge n. 189/2004, che si occupa della tutela dei diritti degli animali, ha vietato l’uccisione di qualsiasi animale se effettuata per crudeltà e senza necessità, ampliando teoricamente il divieto di soppressione di cani sani anche a quelli di proprietà (che fino ad allora potevano essere tranquillamente ammazzati su richiesta dei proprietari).

Resta, però un punto delicatissimo in tutto questo discorso: la “comprovata pericolosità”, alla quale si appellano con la massima leggerezza anche coloro che vogliono semplicemente disfarsi del proprio cane. In pratica, basta affermare che il cane ha morso qualcuno in famiglia e il veterinario può sentirsi autorizzato a sopprimerlo.
Per quanto riguarda gli animali liberi, incredibilmente si fa riferimento SOLO all’art. 672 del Codice penale, relativo all’omessa custodia o al malgoverno di animali.

cane1Il risultato è che, ovviamente, ognuno fa quello che gli pare.
In alcuni comuni italiani esiste una regolamentazione che impone la valutazione caratteriale da parte di tre diversi  veterinari, prima di poter sopprimere un cane sano.
A Milano, per la valutazione basta e avanza un unico parere e non c’è neppure bisogno che sia il parere di un veterinario comportamentalista. Basta che sia…un veterinario.

Ora! Non si può negare che mettersi a lavorare su un cane fortemente aggressivo, non sia una passeggiata.
Significa infatti, rischiare realmente braccia e mani.. perché spesso si è costretti alla scontro fisico col cane e sono veramente poche le persone e gli esperti che se la sentono di affrontarlo.
Però l’alternativa non può essere quella di ammazzare cani random, bisogna invece utilizzare le competenze delle persone che questo coraggio ce l’hanno.

Viste le recenti notizie di cronaca nera..NON vogliamo fare diagnosi su cani che non abbiamo mai visto. NON stiamo dicendo che tutti i cani sono recuperabili. Diciamo solo che mai si dovrebbe negare la chance di un recupero. Ricordiamo che in Italia, un uomo che uccide con intento e cattiveria, spesso gode della possibilità di una riabilitazione. Un cane sano che reagisce con aggressività, lo fa solo per istinto, paura o per errata (o mancata) educazione da parte del suo padrone, nella maggior parte dei casi incapace di gestire quel “cucciolo così carino” diventato negli anni “ingombrante.”

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