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Linux Day 2015: com’è andata?

linux day

Anche quest’anno il Linux Day di Cagliari si è rivelato un successo, grazie alla massiccia presenza degli appassionati di tutta la zona. Tante le tematiche trattate dai relatori, per lo più esperti del campo e sviluppatori con una certa esperienza in Italia e all’estero, tematiche riguardanti sia lo sviluppo di software, sia i fatti di attualità, come ad esempio la questione Hacking Team.

Tematiche da Linux Day

E’ proprio quella riguardante Hacking Team una delle conferenze hanno coinvolto maggiormente, perché mentre mi sarei aspettato una trattazione della questione in pieno stile giornalistico, quello a cui si è assistito è stato un discorso molto più generale riguardanti i rischi che possono essere causati da un utilizzo invasivo dei trojan di Stato, con riferimento specifico alle dinamiche si sviluppano in questi casi.

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giovanni battista gallus e francesco paolo micozzi, esperti di diritto telematico, hanno trattato il caso hacking team

Per rendere l’idea, si è parlato di come per lo Stato sia facile non solo rubare la libertà dei cittadini (tramite il controllo del cellulare o del pc di casa), ma anche giustificare questo fatto con allusioni del tipo “è per la sicurezza della nazione”, frasi che non cancellano la violazione di libertà commessa dallo Stato.

Sebbene questo sia accaduto in Italia (proprio “grazie” ad Hacking Team), in paesi meno democratici del nostro ci si trova davanti a un problema serio, visto che lo strumento trojan (o spyware, dipende) viene utilizzato per scopi di regime.

Marco Marongiu nel corso del suo intervento
marco marongiu nel corso del suo intervento

Spostandoci sul tecnico, una conferenza che mi ha interessato non poco in questo Linux Day 2015 è senz’altro quella del sempre presente Marco Marongiu, che dopo aver tenuto discorsi di carattere motivazionale nel corso degli scorsi Linux Day, quest’anno ha scelto di raccontare un’esperienza avuta in Opera Software, azienda nella quale lavora conosciuta principalmente per sviluppo del browser Opera.

Andando nei dettagli, Marongiu ha parlato di VCS (version control system) e di come in Opera Software sia stato necessario utilizzare lo stesso repository per più progetti.

L’approccio descritto ha il vantaggio di far sì che più progetti possano utilizzare delle librerie aggiornate, che le diramazioni (branch) vengano effettuate solo per implementare nuove funzioni riguardanti esclusivamente un progetto all’interno del repository (con conseguente chiusura della diramazione quando l’implementazione viene effettuata).
Come specifica Marongiu, però, sta ad ogni team di sviluppo trovare il VCS adatto e, di conseguenza, l’approccio adatto al progetto in corso.

Altra conferenza a mio avviso degna di nota in questo Linux Day 2015 è stata senz’altro quella tenuta da Jacob Sparre Andersen, sviluppatore danese che ha spiegato l’utilità di avere uno strumento che consenta di creare dei test di integrazione (test che consentono di verificare come i componenti di un programma interagiscono tra loro) in base a come il software viene utilizzato (i cosiddetti casi d’uso).
E’ stata mostrata una semplice dimostrazione grazie a un software scritto in ADA dallo stesso Andersen.

Sono tante altre le conferenze interessanti ma per questione di spazio ho citato quelle che a mio avviso hanno meritato maggiormente.

Concludendo…

…si può dire che anche quest’anno il Linux Day si è rivelato essere molto interessante.
Gli argomenti trattati non sono adatti a tutti, questo è ovvio, ma ciò che conta a mio parere è l’avere spunti interessanti a 360 gradi, e questi, uniti al senso di appartenenza a una cerchia di appassionati, contribuiscono a rendere il Linux Day un appuntamento immancabile per gli appassionati del software libero e dell’informatica in generale.

Si ringrazia Simon Gelso per la gentile concessione delle foto dell’evento.
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