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La fila al posto tuo: Robert Samuel

Fila

Guadagnare 3000 euro al mese per stare seduti? Si, è possibile! Come? Mettendosi in fila.

In questo lunghissimo periodo in cui la crisi ha tagliato la gambe a molti giovani per quanto riguarda la situazione lavorativa, esistono persone che hanno saputo inventarsi una professione, fanno la fila.

Lo sa molto bene Robert Samuel che a New York ha iniziato a fare la fila al posto degli altri. Bisogna ammetterlo, tutti noi odiamo stare in fila per ore nel traffico, in banca, all’ufficio postale, per sbrigare pratiche burocratiche, insomma per svolgere tutte le normali commissioni che fanno parte della vita giornaliera. Ed è proprio qui che entra in scena la figura di Robert.

In cosa consiste il suo lavoro? Semplicemente si occupa di fare la fila. I guadagni, si aggirano, a detta sua, anche a mille dollari alla settimana e facendo un piccolo calcolo si scopre che quest’intraprendete uomo americano guadagna la bellezza di 4000 dollari al mese, per non fare praticamente niente. A New York è davvero molto richiesto principalmente all’ingresso degli show di Broadway e del famosissimo “Saturday night live” ma anche per l’uscita di prodotti tecnologici.

Anche in Italia è presente una figura del genere, infatti Giovanni Cafaro, ha iniziato questo tipo di attività nella città Milano. Per colpa della crisi, Cafaro, possessore di laurea e di un curriculum da direttore marketing, si è trovato senza lavoro, e non avendo alcuna voglia di andare all’estero ha pensato bene di trovare un modo per riorganizzare la propria vita. Ed ecco che da quel giorno si offre di fare la fila al posto vostro per 10 euro l’ora.

Come ha dichiarato alla Stampa: “Io sono quello che si mette in fila per chi non ha voglia e non ha tempo, banche, assicurazioni, poste, Asl, Equitalia… Non mi faccio mancare niente. Le file per pagare l’Imu sono il mio pane quotidiano. Il lavoro me lo sono inventato. So l’inglese e ho una laurea ma non ci penso proprio ad andare all’estero. Sarebbe una sconfitta. Sarebbe come gettare la spugna. Il futuro è qui. Il mio futuro è qui”.

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