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Henri Cartier-Bresson: un nome, una storia.

henri cartier bresson

henri cartier-bressonHenri Cartier-Bressonè forse il fotografo più amato e conosciuto di tutti i tempi, il suo talento è immenso, così come la sua perfezione compositiva. E’ stato uno dei più grandi fotografi del XX secolo. Henri Cartier-Bresson è nato il 22 agosto 1908 a Chanteloup in Francia da una famiglia alto borghese, viene considerato il precursore del foto-giornalismo tant’è che fu definito da molti “l’occhio del secolo”, per la quantità di eventi storici che ha documentato con le sue fotografie.

Nel corso della sua lunga carriera Henri Cartier-Bresson ha attraversato tre grandi momenti che descrivono la sua opera:

il primo, dal 1926 al 1935: fu attratto dalla pittura, grazie allo zio Louis e viene segnato dalla vicinanza con i surrealisti francesi. Nel 1931, al ritorno da un viaggio in Costa D’Avorio, scatterà in lui l’interesse alla continua ricerca di immortalare la realtà. Lo stesso Henri Cartier-Bresson ci racconta come fu una fotografia di Martin Munkacsi a convincerlo che «è stata quella foto a dar fuoco alle polveri, a farmi venir voglia di guardare la realtà attraverso l’obiettivo». Fu così che nel 1932 comprò la sua prima macchina fotografica, una Leica M3 con la quale partì per un viaggio che lo portò nel sud della Francia, in Spagna, in Italia e in Messico. Un viaggio quello intrapreso da Cartier-Bresson tra le immagini del mondo, mosso dalla sua insaziabile curiosità, incompatibile con l’ambiente borghese nel quale è nato e lo circonda, di cui non sopporta l’immobilismo, la chiusura e la piccolezza degli orizzonti. Ha inizio così la carriera di uno dei pilastri della fotografia, divenuto lui stesso sinonimo di fotografare, nella sua apparente semplicità innovatore per eccellenza. Intanto, nel 1934, conosce David Seymour, un fotografo e intellettuale polacco, con il quale divennero subito ottimi amici, sarà lo stesso Seymour a presentare al giovane Cartier-Bresson un fotografo ungherese, conosciuto con il nome di Robert Capa, figura fondamentale nel suo percorso artistico.

foto 1Il secondo periodo che va dal 1936 al 1946, è caratterizzato dall’impegno politico, dal lavoro per la stampa comunista con Robert Capa e dall’attività durante la Seconda guerra mondiale dove entra nella resistenza francese, continuando a svolgere costantemente la sua attività fotografica. Catturato dalle truppe naziste nel 1940, riesce a fuggire dal carcere al terzo tentativo. Al suo rientro in Francia si unirà a un’organizzazione di assistenza ai prigionieri evasi e nel 1945 fotograferà la liberazione di Parigi. Finita la guerra, ritorna al cinema e dirige il film “Le Retour”, documentario sul ritorno in patria dei prigionieri di guerra e dei deportati. Nel 1946 viene a sapere che il MoMA di New York intende dedicargli una mostra “postuma”, credendolo morto in guerra: si mette in contatto con il museo e dedica oltre un anno alla preparazione dell’esposizione, inaugurata il 1947. Negli anni successivi è negli Stati Uniti, dove fotografa per Harper’s Bazaar.

foto 2Infine il terzo periodo, dal 1947 al 2004: Henri Cartier-Bresson insieme a Robert Capa, David Seymour, George Rodger e William Vandivert fondano la Magnum Photos, cooperativa di fotografi destinata a diventare la più importante agenzia fotografica del mondo.
Henri Cartier-Bresson inizierà innumerevoli viaggi in cui farà molteplici reportage che gli daranno fama mondiale. La fotografia porta Cartier-Bresson in molti angoli del pianeta: Cina, Messico, Canada, Stati Uniti, Cuba, India, Giappone, Unione Sovietica e molti altri paesi. Divenne il primo fotografo occidentale che fotografava liberamente l’Unione Sovietica del dopoguerra.
Nel 1952 pubblica “Images à la savuette”, una raccolta di sue foto che ha un immediato riscontro con il pubblico internazionale. I soggetti scelti dal fotografo non sono mai in posa , l’artista fotografa il soggetto in azioni quotidiane o comunque nel suo ambiente, il personaggio per lo più non guarda nell’obiettivo e quando ciò avviene sembra accadere con molta naturalezza. Spesso le sue composizioni sono verticali, altre volte viene usata una composizione orizzontale per dare aria allo sguardo del soggetto quasi come a volerci lasciare intendere il flusso dei pensieri del ritratto. Nel 1962 su incarico della rivista Vogue si reca in Sardegna dove si trattiene per una ventina di giorni. foto 3Nel 1968, Henri Cartier-Bresson inizia gradualmente a ridurre la sua attività fotografica per dedicarsi al suo primo amore artistico: la pittura, dichiarando: «In realtà la fotografia di per sé non mi interessa proprio; l’unica cosa che voglio è fissare una frazione di secondo di realtà». Con l’unica eccezione dei ritratti. Continuerà infatti a dedicarsi ai ritratti fotografici fino al 1980 circa. Nel 1979 viene organizzata a New York una mostra tributo al genio del fotogiornalismo e del reportage.
Nel 2000, assieme alla moglie Martine Franck ed alla figlia Mélanie crea la Fondazione Henri Cartier-Bresson, che ha come scopo principale la raccolta delle sue opere e la creazione di uno spazio espositivo aperto ad altri artisti. Nel 2002 la Fondazione viene riconosciuta dallo stato francese come ente di pubblica utilità.
Henri Cartier-Bresson muore a Céreste in Francia il 3 agosto 2004, all’età di 95 anni.

Voi conoscevate la vita e l’arte di Henri Cartier-Bresson? Vi piace come fotografo? Diteci la vostra.

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