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FBI risponde alla lettera di Apple

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La questione che coinvolge la Apple e le investigazioni riguardanti la strage di San Bernardino continua. Stavolta è l’FBI a dire la sua, fornendo una risposta ufficiale alla lettera aperta di Tim Cook (qui l’articolo che la riguarda). Ecco quindi una traduzione della risposta del direttore dell’FBI (che potete trovare qui).

La risposta dell’FBI

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james comey, direttore dell’fbi.

La controversia riguardante San Bernardino non riguarda il tentativo di creare un precedente o l’invio di un qualche tipo di messaggio.  Riguarda bensì le vittime e la giustizia. Quattordici persone sono state massacrate e molte di più hanno avuto le loro vite e i loro corpi rovinati. Dal punto di vista legale gli dobbiamo un’investigazione professionale e meticolosa. Ecco cos’è. Il popolo americano non deve aspettarsi niente di meno dall’FBI.

La particolare questione legale è attualmente abbastanza circoscritta. L’aiuto che cerchiamo è limitato e il suo valore sempre più obsoleto perché la tecnologia continua a evolversi. Semplicemente vogliamo la possibilità, con un mandato di perquisizione, di provare a indovinare la password dei terroristi senza che il telefono si autodistrugga e senza che ci vogliano dieci anni a trovare la password corretta.
Tutto qui. Non vogliamo rompere la criptazione di nessuno nè avere alcun passepartout in mano. Spero che persone premurose lo capiscano. Forse il telefono contiene gli indizi per trovare più terroristi. Forse no. Ma non possiamo permetterci di guardare i sopravvissuti in faccia e nemmeno noi stessi allo specchio se non seguiamo questa via.

Pensando al contesto di questo caso straziante, spero che la gente prenda un respiro profondo e la smetta di dire che il mondo sta finendo, bensì usi lo stesso fiato per parlare con gli altri. Sebbene questo caso riguardi gli innocenti attaccati a San Bernardino, nello stesso tempo evidenzia che noi abbiamo una bellissima nuova tecnologia che crea una seria tensione tra due valori molto importanti per noi: privacy e sicurezza. Questa tensione non deve essere risolta da corporazioni che campano vendendo cose. Non dev’essere nemmeno risolta dall’FBI, che campa investigando. Deve essere risolta dal popolo Americano, decidendo come governare noi stessi in un mondo che non abbiamo mai visto prima. Non dobbiamo orientarci su una posizione – o essere orientati in una posizione da chi fa più rumore – perché trovando la posizione giusta e l’equilibrio giusto sarà importante per ogni Americano per tanto tempo a venire.

Quindi spero che la gente si ricordi ciò che i terroristi hanno fatto ad Americani innocenti a San Bernardino e perché l’FBI debba semplicemente fare tutto ciò che è legalmente possibile per investigare. E in questo spirito sobrio, spero anche che tutti gli Americani parteciperanno nella lunga conversazione che dobbiamo avere riguardo a come approcciarsi alla tecnologia che amiamo e avere la sicurezza di cui abbiamo bisogno.
Il direttore dell’FBI, James Comey
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