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Cagliari, i Google Glass al Teatro Lirico

google glass

Per la prima volta al Mondo il 30/08/2014, nel teatro lirico di Cagliari, gli attori e musicisti hanno indossato i Google glasss, occhiali ideati dal gigante di Mountain View. Puccini fa la sua comparsa sui social.

Guidata da Nicola Fioravanti, l’unità di ricerca e sviluppo tecnologico del Teatro Lirico di Cagliari, ha voluto effettuare un originale esperimento mettendo in scena una rappresentazione collettiva e interattiva unica nel suo genere.

La perfida Turandot ha indossato i costosi Google Glass trasformando questa famosa opera in social.
Dichiara orgogliosamente la fondazione appoggiata nel progetto dal Co-Opera MediaLab e dal Lab di TSC Consultin, partner Google in Italia.: «[…]questo teatro è il primo al mondo a utilizzare Google Glass per creare un esperimento di opera interattiva»
Per la prima volta in assoluto è stato possibile vedere la scena con gli occhi di orchestrali, cantanti e macchinisti. Sono stati loro, uno dopo l’altro, gg1 a indossare i famosi occhiali da 2 mila euro scattando foto e girando video che rapidamente hanno rimbalzato sui social legati al teatro. «[…] Un punto di vista assolutamente innovativo e privilegiato offerto alla platea web»

«Scopo della sperimentazione» – si legge nelle pagine del canale social dell’evento –

«è esplorare nuovi linguaggi e proporre un rinnovamento di genere che possa comunicare alle sensibilità più moderne tutta la bellezza dell’opera lirica. Si tratta di un tentativo per avvicinare al pubblico del mobile, del web e dei social network una forma d’arte rimasta per secoli cristallizzata nella tradizione».

Pur non senza qualche limite tecnico, questo esperimento è andato avanti fino al 16 agosto generando risultati incredibili.
Dichiara durante la prima serata Il Sovrintendente del Lirico Mauro Meli: «abbiamo 300 mila persone collegate in rete, la sala ne tiene milledue», dunque «con Turandot l’opera lirica entra nel futuro, melodicamente e armonicamente parlando».
Un primo e importante passo per la rivalutazione dell’universo dell’intrattenimento interattivo.

(Fonte: www.gazzetta.it)

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