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Renato Soru ASSOLTO: Scherzi, Fanti e Santi

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Quando si legge di un imputato assolto è sempre motivo di piacere, il trionfo della verità non lo è solo per chi si dichiara garantista, lo è per tutti, ritengo io, lo è per me e lo è sempre, anche quando ad essere assolto sia un personaggio pubblico al quale non avevo e non ho mai avuto grande simpatia.

Renato Soru Assolto – L’assoluzione di Renato Soru dall’accusa di evasione fiscale, letta sulla stampa, devo dire che ha trovato il mio interesse solo dal punto di vista di un mio modo di pensare e cioè, quello che preferirei un delinquente libero che un innocente nelle patrie galere. Lo so che questo mio modo di pensare mal si concilia con le leggi di qualsiasi Stato. Io penso che non debbano esistere processi indiziari, motivo per cui a me non piace la cronaca giudiziaria e, nel caso specifico, posso ben dire che non conosco e non intendo neppure approfondire quello che è la posizione dell’assoluzione Di Renato Soru. A me sta bene quel che hanno deciso i giudici: non mi sta bene ciò che ha fatto l’accusa che ha messo sotto processo, tenendo sotto scacco un individuo innocente, senza prima aver accertato la sua colpevolezza, tanto più, almeno da ciò che ho letto, trattandosi di una questione fiscale che fa capo a numeri, credo si potesse vedere prima se i fatti erano concreti oppure no.

Detto questo, approfitto per fare un salto nel passato e pensare a quella stagione di giustizialismo politico  che ha cancellato una intera classe politica, mai più rimpiazzata, dove a partire dagli avvisi di garanzia che rovinavano non solo carriere di uomini onesti, ma anche famiglie, quando anche qualcuno non decideva che stare su questa terra dopo aver subito la berlina mediatica cercando come soluzione l’oblio verso quello che spesso definiamo, l’altro mondo.

I processi, dopo anni di sofferenze, molto spesso approdavano, come nel caso Soru, ad una assoluzione piena, quando la vita di quell’imputato ingiustamente era ormai rovinata, quando il fisico non aveva retto alla sofferenza ed al dolore della vergogna di essere considerato, magari, uomo di malaffare.

renato soru processoQuella stagione, ha visto la fine del partito socialdemocratico, della Democrazia Cristiana, del Partito socialista, gli stessi repubblicani di Ugo LaMalfa furono messi sotto accusa, i giustizialisti di qualche piccolo partito della destra ha pagato il suo fio nella nuova repubblica, dimostrando attraverso la massima dirigenza di non poter essere di esempio per nessuno. Ma, quello che colpisce maggiormente fu che in quell’epoca ormai lontana a salvarsi rimase solo quel partito comunista che dopo aver fatto sì di sanare tutti i finanziamenti ottenuti dall’allora Unione Sovietica, nemica del nostra Paese, nulla aveva a che fare con i vari scandali, anche quando accuse più o meno velate venivano sussurrate circa una certa possibilità di collusione con una parte di cooperazione esistente allora nel nostro Paese, facente capo proprio a quella parte politica.

Nessuno ha mai fatto una statistica su quanti di quei personaggi che hanno subito la gogna mediatica e pubblica, nessuno si è preoccupato di utilizzare gli stessi titoli a carattere di scatola che erano stati esposti per accusarli, quando furono assolti con formula piena. Pensare che ancora oggi nominare alcuni partiti che furono, significa attribuire la patente di “ladro”. Se qualcuno si sente offeso e lo dice, si sente rispondere: “No, tu che cosa c’entri? La maggior parte però…”.

Ebbene, i miei colleghi giornalisti, almeno loro, dovrebbero fare il ‘mea culpa’, ma sarebbe come ammettere l’errore e, questo, MAI.

Torniamo  a Renato Soru  condividendo in pieno la sua contentezza per esserne uscito pulito ed aver dimostrato che pulito vi era pure entrato quel che mi ha sorpreso è l’eccesso  di presunzione, devo dire che quello è sempre stata la parte che mi ha sempre impedito di apprezzare il suo far politica, l’essersi esposto a paragonarsi a quel San Lorenzo che fu martirizzato sulla graticola. Io credo che il collega che ha scritto l’articolo apparso su “la Nuova Sardegna” del 9 maggio u.s., con il titolo: “Soru assolto in appello: ‘Io come San Lorenzo’” lo abbia sentito direttamente prima di virgolettarlo.

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No, caro Presidente, seppur felice per la sua assoluzione, tenuto conto che lei è stato assolto per non aver avuto la volontà di farlo, così riporta l’occhiello del giornale, l’evasione fiscale c’è stata, lo Stato ha perso dei soldi, i contribuenti hanno perso qualcosa, santificarsi, sembra piuttosto esagerato.

Se fossi stato io a sentirla pronunciare quella frase, mi perdoni Caro Presidente, non se ne abbia a male, ma, prima di riportarla mi sarei sentito in dovere di riprenderla con il vecchio detto: Presidente, “scherzi con fanti e lasci stare i Santi”

Fonte: Giustus’ Blog

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